L'archivio elettronico di CARTABIANCA
CARTABIANCA punta i riflettori su realtà dimenticate, porta sulla scena i diretti interessati, mette al centro chi è stato troppo spesso trascurato.
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Nicaragua

Sognare non costa nulla. Eppure è sempre più difficile lasciare spazio all’immaginazione, quella stessa immaginazione che molti volevano al potere. Sognare (una vita diversa, un mondo migliore) resta comunque un’attività pericolosa. Quasi sovversiva per il potere. Ecco perché Gioconda Belli promuove il sogno nel suo paese, quel Nicaragua devastato dalla natura (l’uragano Mitch del 1998), dalla guerra (i contras negli Anni Ottanta), dall’avidità dell’economia mondiale. Quel Nicaragua che resta pur sempre uno dei paesi più poveri dell’America Latina, dove quasi metà della popolazione vive sotto la soglia di povertà.
A noi di Missione Betlemme / Inter-Agire piace sognare. Parallelamente all’attività onirica, stiamo provando anche a realizzare qualche piccolo sogno. Con i nostri progetti di volontariato, in Nicaragua siamo vicini ai piccoli contadini, alle donne che ricevono fondi di microcredito, ai produttori di latte „bio“, a chi sogna di trasformare una palude di mangrovie in un percorso ecoturistico. Questo numero speciale di CARTABIANCA è dedicato a loro, ai volontari di Missione Betlemme / Inter-Agire, e ai sogni (e ai bisogni) della popolazione „nica“.
Altri sapori

Nei tempi veloci che ci tocca vivere, talvolta si è costretti a mangiare “fast”. In fretta, a ogni ora del giorno e della notte, senza prestare troppa attenzione a ciò che si ingurgita. Il cibo come una specie di carburante per il corpo. E basta. Ma non è sempre così.
Nella Bibbia, la tavola è luogo d’incontro e di festa. Non a caso, Gesù parlò agli Apostoli nel corso di una cena. Ancora oggi, a tavola ci si trova non soltanto per mangiare insieme, ma anche per ascoltare, per imparare, per interagire con gli altri. Lo sanno bene i volontari nei paesi del Sud del mondo: una fondue preparata con mezzi di fortuna o una Pachamanca condivisa valgono più di dieci riunioni formali.
La cucina diventa così luogo di scoperte e di scambi che vanno al di là della semplice gastronomia. Condividere il pane è un’esperienza che unisce. Perciò questo numero speciale di CARTABIANCA è dedicato al cibo come conoscenza: dell’altro, di noi stessi e del mondo. Perché non soltanto “siamo quello che mangiamo”, come affermava il filosofo Feuerbach in un aforisma che è diventato famoso.Sulle pagine di CARTABIANCA ne parlano il critico cinegastronomico Mariano Morace, fra Martino Dotta del Tavolino Magico, Lavinia Sommaruga di Alliance Sud. Con ricette dal Sud del mondo e un racconto inedito della giornalista Marinella Correggia, che prende spunto dalle sue esperienze di attivista di pace nei paesi di guerra.
Lavoro = merce?

“Due espressioni vanno per la maggiore nella nostra economia: capitale umano e risorse umane. Due modi di dire che mi increspano l’anima. Per quell’abuso di umano che sa di ipocrisia. Già il fatto che si parli dell’uomo come di un «capitale» o vi si faccia riferimento come a una «risorsa», mi sembra che la dica lunga sul punto di vista che oggi si assume nel considerare l’uomo, sullo scadimento in cui si trascina l’attività dell’uomo e quindi il lavoro. Se l’uomo si capitalizza, che cosa lo distingue? Se è ridotto a risorsa-merce, che cosa gli rimane?”
Sono queste le domande che si pone il giornalista ed economista Silvano Toppi nel numero speciale di CARTABIANCA dedicato al lavoro. Anzi, allo scadimento del lavoro, alla violazione di tutte le regole, in un Sud di lavoratori in semischiavitù e un Nord con un crescendo di disoccupati e precari mal pagati. Ne parla lo scrittore e attivista Francesco Gesualdi, fondatore del Centro Nuovo Modello di Sviluppo. L’economista Christian Marazzi si concentra invece sulla sfera privata, sempre più erosa dal tempo di lavoro, allargatosi a dismisura grazie (anche) alle nuove tecnologie.
Un nuovo Illuminismo per salvare la vecchia Madre Terra

La tutela della biodiversità è fondamentale per assicurare un futuro al nostro pianeta. Non si tratta soltanto di proteggere specie in via di estinzione, magari note solo agli studiosi, ma di assicurare un domandi alla nostra, di specie. Per questo è necessaria una rivoluzione del pensiero, un "nuovo Illuminismo", come lo chiama Vandana Shiva, presidente della Commissione per il futuro dell'alimentazione e dell'agricoltura.
Bisogna tornare alla terra, quella che sta in basso, per salvare la Terra con la maiuscola, la Madre Terra, la Pacha Mama, come la chiamano i popoli andini. Bisogna creare nuovi modelli economici, perché quelli attuali hanno fallito. Ma serve anche pensare positivo e agire dal basso, da piccoli gesti quotidiani, come racconta su CARTABIANCA Marinella Correggia, giornalista e scrittrice, attivista e autoproduttrice alimentare. Perché si vada verso un mondo più equo, dove si tutelano la salute delle persone e dell’ambiente, la bellezza del paesaggio e l’economia dei territori, i diritti dell’uomo e la dignità delle culture.
I 40 anni di Inter-Agire

Questo numero speciale di CARTABIANCA è interamente dedicato ai 40 anni di Inter-Agire, l’associazione di volontariato internazionale che nel 2009 ha stretto un forte accordo di collaborazione con la Missione Betlemme.
Un compleanno tondo, un anniversario importante che viene ricordato attraverso alcune significative esperienze di volontariato, dagli Anni Settanta in India, dall’Africa all’America Latina nei decenni successivi.
Le diverse tappe di Inter-Agire, dalle origini di Solidarietà Terzo Mondo alla collaborazione con la Missione Betlemme, vengono ripercorse dai volontari che ne hanno fatto la storia, impegnandosi in Svizzera e nei paesi del sud del mondo.
A loro, ai loro ideali e al loro lavoro, è dedicato questo numero. In maniera particolare, CARTABIANCA vuole ricordare l'impegno di Enzo Brugnoli, uno dei primi volontari di Solidarietà Terzo Mondo, scomparso a metà ottobre 2010.
La Bolivia di “Evo Pueblo”

Le ricette economiche di Evo Morales stanno dando i primi frutti. Nonostante la crisi globale, la Bolivia ha fatto registrare una crescita del Prodotto Interno Lordo del 3.4%, una delle più alte del continente americano. L’inflazione si è fermata allo 0.26%.
Al di là delle cifre, il modello di “socialismo comunitario” ha portato vantaggi concreti anche nella vita quotidiana del paese, da sempre uno dei più poveri dell’America Latina. Nel 2009 è stato introdotto un bonus, un piccolo contributo in denaro, per bambini in età scolare, donne incinte e in allattamento, handicappati. E il cosiddetto “assegno dignità” per gli anziani indigenti. La povertà è leggermente diminuita, anche se l’accesso ai servizi e al lavoro è sempre difficoltoso. Le differenze sociali tra gli indios dell’altopiano e i ricchi delle province dell’est restano enormi.
È questa la sfida di “Evo Pueblo”, rieletto presidente per la quinta volta consecutiva. La nuova costituzione indigeno-socialista, approvata dal referendum, e la maggioranza in entrambe le camere del MAS (Movimento al socialismo, il partito al governo) potrebbero contribuire a migliorare le condizioni di vita dei boliviani. Di tutti i boliviani.
Leggi l'articolo di Barbara Pellitteri sui ragazzi di strada a Cochabamba.
La rivoluzione della sobrietà

“Non è povero chi ha poco, ma chi agogna ad avere di più”: così scriveva il filosofo Seneca in una lettera a Lucilio.
Se vivesse oggi, il povero Seneca si ritroverebbe ogni giorno investito da una valanga di messaggi pubblicitari. Come recita un vecchio adagio, la pubblicità è l’anima del commercio: stimola a comprare, stuzzica le nostre voglie, ci presenta modelli da seguire. Le aziende spendono miliardi per questo, per impedirci di pensare e di scegliere. Il mondo stesso sembra aver venduto l’anima al commercio. Per chi sa osservare al di là della superficie luccicante della pubblicità, i risultati sono evidenti. La corsa verso un consumo senza limiti ha raggiunto livelli insostenibili, per la salute dell’uomo e dell’intero pianeta.
Una risposta alla crisi economica (e di valori) degli ultimi decenni sta in una parola che sarebbe piaciuta di sicuro anche a Seneca: sobrietà. Non è solo uno stile di vita, semplice e senza eccessi, più pulito e più lento. La sobrietà potrebbe distruggere l’intero edificio capitalista dalle basi, dalle fondamenta. Potrebbe smontare il principio della crescita infinita, inseguito dalle banche e dai guru dell’economia. Potrebbe salvare il pianeta dalla crisi ambientale e dal sempre crescente divario tra ricchi e poveri. In tempi di crisi delle ideologie, la sobrietà è il vero pensiero rivoluzionario dell’inizio del terzo millennio, come spiega l'attivista Francesco Gesualdi: leggi qui il suo articolo.
Lo spirito di Seattle: globalizzazione oggi

Andare all’origine dei termini che segnano un’epoca può insegnare molte cose. Poniamo il termine globalizzazione. Di origine anglo-americana (“globalization”), tradotto dai francesi in “mondialisation”, ci domina dagli Anni Novanta. Con un solo significato: rendere il mondo un mercato unico e fare dell’economia liberalizzata, senza regole, senza barriere, la promessa di felicità per l’uomo. Con un obiettivo concreto: rendere tutti più ricchi. Il nuovo vitello d’oro della Bibbia.
Forse dovremmo riappropriarci del termine globalizzazione con gli stessi concetti che il rinomato dizionario di Oxford descriveva introducendolo per la prima volta nel 1991: un fenomeno di ricettività attiva (non passiva) di altre culture, in un contesto di accresciuta interdipendenza delle società. È andata proprio così?
Ne parla il dossier di CARTABIANCA: con un articolo di Matteo Cassini su come le nuove tecnologie hanno cambiato il senso di partecipazione politica.
Femminismo oggi

In decenni di battaglie, il femminismo ha portato a molti risultati concreti, dal suffragio universale al diritto all’istruzione, fino al riconoscimento giuridico della parità. Diritti ormai riconosciuti, che le nostre figlie danno per acquisiti. Ma non è così. Alle donne tocca ancora la maggior parte del lavoro domestico, della cura dei figli, degli anziani, dei malati: una montagna di lavoro sommerso, non retribuito ma indispensabile. In altre parti del mondo, la condizione femminile è ancora ferma ai tempi di Gesù: le donne restano proprietà delle tribù e del marito. E quindi schiave, spose forzate, vendute, violate.
Nel dossier di CARTABIANCA:
- la giornalista Françoise Gehring traccia un primo bilancio (in evoluzione) del femminismo
- una sociologa dalla Bolivia e una madre e moglie dal Nicaragua raccontano quanto è difficile essere donna oggi in America Latina.
- Laura Lazzari descrive le “ragazze Alfa”, le donne di domani.
Taiwan: l'altra Cina

Nel 1924 i primi missionari dell’allora Società Missionaria Betlemme partirono per la Cina settentrionale, in quella che è oggi la provincia di Heilongjiang. In fuga dalla Cina maoista, nel 1954 si sono stabiliti a Taiwan, dove oggi operano cinque volontari nei settori dell’educazione, della sanità e della protezione dei lavoratori migranti.
A Taiwan, come nella nuova Cina, è stridente il contrasto fra capitalismo avanzato, povertà e problemi sociali: qui convivono Tai-Chi e Karaoke, Ginseng e Dior.
Leggi il dossier di CARTABIANCA su Taiwan.
Migrazioni

Oggi circa 200 milioni di persone vivono al di fuori del loro paese d'origine. Si emigra per amore, per trovare un lavoro, per sfuggire alla guerra, per dare un futuro ai propri figli. Quali sono le moderne dinamiche delle migrazioni? Quali problemi e quali vantaggi? Perché gli attuali modelli di integrazione sembrano essere inadeguati? E' possibile una società dell'accoglienza? CARTABIANCA si occupa di tutto questo. Per capire e per riflettere.



