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Missione Betlemme / Inter-Agire aderisce alla campagna "Diritto senza frontiere"

Il Consiglio federale e il Parlamento devono garantire, con regole vincolanti, che le imprese con sede in Svizzera rispettino i diritti umani e gli standard ambientali ovunque nel mondo. E’ quello che chiede la campagna «Diritto senza frontiere», che riunisce una cinquantina di organizzazioni, tra cui Missione Betlemme / Inter-Agire. I diritti umani e la protezione dell’ambiente sono questioni troppo importanti per lasciarle al beneplacito delle imprese. La campagna beneficia del sostegno del Consigliere agli Stati Dick Marty. Questo specialista dei diritti umani chiama la Svizzera a stabilire regole chiare nell’interesse anche della sua propria reputazione.

Scarica e firma la petizione

Per saperne di più, visita il sito ufficiale

No agli agrocarburanti

La sede regionale della Svizzera italiana di Missione Betlemme / Inter-Agire aderisce alla campagna NO AGLI AGROCARBURANTI. A fianco di oltre venti organizzazioni di sviluppo, agricole e ambientaliste, Missione Betlemme / Inter-Agire invita a firmare la petizione che chiede al Parlamento di introdurre dei severi criteri ecologici e sociali per l'autorizzazione degli agrocarburanti.

Scarica qui la petizione da firmare

Sì all’iniziativa popolare “Per il divieto di esportare materiale bellico”

Le armi uccidono - anche senza la guerra

Nel suo messaggio del 27 agosto 2008, il Consiglio Federale parla di motivi etici e umanitari che stanno alla base di ampie limitazioni all’esportazione di materiale bellico. La Missione Betlemme Immensee (MBI) condivide questa opinione e dice all’iniziativa in votazione il 29 novembre prossimo.
L’industria degli armamenti in Svizzera è piccola, economicamente non ha una grande importanza. Ma, nell’ambito delle armi leggere, la Svizzera è fortemente implicata. Grazie all’azienda federale RUAG il nostro paese è il secondo esportatore mondiale di munizioni per tali armi.
La semplice presenza di armi attribuisce un’altra dinamica alla violenza: ogni giorno, nel mondo, migliaia di persone vengono uccise con armi da fuoco. È naturalmente nelle guerre che queste armi sviluppano i loro effetti più distruttivi, anche e soprattutto contro i civili. Ed è per loro che, alla fine della guerra, rimangono un pericolo potenziale sia quando finiscono nelle mani della criminalità, sia nell’ambito della violenza privata. Esse sono un grande ostacolo al ritorno della pace.
Nei paesi in cui sono impegnati, i volontari della MBI constatano ogni giorno quanto le armi rendano più feroci i conflitti. Ci vogliono prima di tutto investimenti sociali per poter superare efficacemente i conflitti. Spesso nei paesi del sud le priorità sono altre anche perché i soldi vengono usati per acquistare armi e preferire così le soluzioni militari.
Una rinuncia all’esportazione di materiale bellico è un segnale in favore della pace e accresce le opportunità per altre soluzioni e per una efficace lotta contro la povertà e la fame.La Missione Betlemme Immensee invita ad accogliere con un chiaro l’iniziativa popolare come segno tangibile di una Svizzera umanitaria credibile.

Sepp Gähwiler - Direttore MBI

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