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Laura racconta il suo Brasile

Ciao a tutti! Per me è mezzanotte di domenica sera: dovrei andare a dormire e il sonno ci sarebbe pure ma... ma sento il bisogno di comunicare e di farvi sapere alcune cose. Ho appena visto, grazie a Internet,  la serata speciale della trasmissione tv “che tempo che fa” dedicata allo scrittore Roberto Saviano, l’autore di Gomorra. Non ho letto il libro ma ho visto il film, qui a Rio, lo scorso ottobre. È stato strano: siccome era parlato in napoletano stretto, spesso ho approfittato dei sottotitoli in portoghese per capire cosa dicevano. Mentre lo guardavo, di fronte alle scene di violenza, degrado, illegalità, mi sono trovata a pensare che quel film era un bel pugno nello stomaco per gli spettatori. Dopo alcuni secondi ho realizzato che stavo pensando al pubblico italiano ed europeo...ma che per un brasiliano (e per me, che ormai sto prendendo sempre più contatto e abitudine alla realtà brasiliana), sembrava una cosa conosciuta, già vista...
Proprio come il film indiano The Millionaire, che mostra la realtà nuda e cruda, così come Gomorra (libro e film) o il monologo di Saviano mettono alla luce una realtà che nessuno racconta...ma che esiste!

 

È ancora vivo il ricordo di quando sono andata per la prima volta in una favela. Appena entrata, uomini armati dappertutto. Uno, due, tre,... che passano tra una viuzza e l'altra con un'arma in mano. Chiedo spiegazioni: sono i trafficanti che stanno “curando” la favela. Niente paura...

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