Coltivare la felicità

Dalla danza alla massoterapia, risultati e obiettivi dell’impegno di Patrik Vedana, per tre anni volontario nella comunità di Pedregal, in Brasile
In questi tre anni è stato possibile portare varie novità al Centro di Accoglienza per bambini, adolescenti e giovani di Pedregal. Qualche cosa c'era già stata in passato, ma è grazie a questo interscambio che è stato possibile riproporle. La più importante è stata ripristinare il servizio di Terapia Comunitaria. Ciò è stato possibile solo grazie al mio Gruppo di appoggio, che ha permesso di coprire le spese per formare le due giovani che continueranno in futuro questo accompagnamento psico-sociale alle famiglie. Un'altra conquista è stata quella di formare due altre ragazze come massoterapiste. Grazie a questi corsi...
Il ritorno, primi bilanci

Dopo due anni in Nicaragua, la ticinese Sonia De Gregori ricorda la sua esperienza di volontariato: incontri, nuove famiglie allargate, progressi nel lavoro quotidiano.
Eccomi così giunta al termine di questa mia “avventura”. Sono stati due anni pieni d’incontri e momenti indimenticabili, che fortunatamente ho avuto l’opportunità di vivere e che resteranno con me per sempre. La mia permanenza in Nicaragua è stata talmente positiva che i giorni di solitudine e nostalgia sono stati davvero pochi. Sono sempre stata aiutata e sostenuta da questa mia famiglia allargata. Il feeling con le persone conosciute in questa parte del mondo è stato qualcosa di particolare e molto forte. Sono state tutte persone eccezionali, con cui ho trascorso momenti a dir poco magici...
Laura racconta il suo Brasile

Ciao a tutti! Per me è mezzanotte di domenica sera: dovrei andare a dormire e il sonno ci sarebbe pure ma... ma sento il bisogno di comunicare e di farvi sapere alcune cose. Ho appena visto, grazie a Internet, la serata speciale della trasmissione tv “che tempo che fa” dedicata allo scrittore Roberto Saviano, l’autore di Gomorra. Non ho letto il libro ma ho visto il film, qui a Rio, lo scorso ottobre. È stato strano: siccome era parlato in napoletano stretto, spesso ho approfittato dei sottotitoli in portoghese per capire cosa dicevano. Mentre lo guardavo, di fronte alle scene di violenza, degrado, illegalità, mi sono trovata a pensare che quel film era un bel pugno nello stomaco per gli spettatori. Dopo alcuni secondi ho realizzato che stavo pensando al pubblico italiano ed europeo...ma che per un brasiliano (e per me, che ormai sto prendendo sempre più contatto e abitudine alla realtà brasiliana), sembrava una cosa conosciuta, già vista...
Proprio come il film indiano The Millionaire, che mostra la realtà nuda e cruda, così come Gomorra (libro e film) o il monologo di Saviano mettono alla luce una realtà che nessuno racconta...ma che esiste!
È ancora vivo il ricordo di quando sono andata per la prima volta in una favela. Appena entrata, uomini armati dappertutto. Uno, due, tre,... che passano tra una viuzza e l'altra con un'arma in mano. Chiedo spiegazioni: sono i trafficanti che stanno “curando” la favela. Niente paura...



